Citazione:
Perché tutti i canali tv e la stampa, con tanto di enfasi e di dirette infinite, hanno tenuto accesi i riflettori per giorni sul futuro (forse) erede al trono d’Inghilterra? Sembravamo sprofondati nel Medio Evo, con la sola differenza delle dirette tv. Se i media mettessero lo stesso impegno e le stesse risorse finanziarie per una piccola parte di nascituri a testimonianza di tutti i bimbi senza testa coronata, quanti di questi sarebbero aiutati ad uscire dal loro atavico stato di povertà che li condannerà a restare ultimi? Ma questi, i milioni di bambini senza futuro, non fanno storia, né tanto meno cronaca!
risposta del sergione, molto interessante!
è così che si dovrebbero vivere la tradizioni.... in forma solo simbolica, non di sostanza
Citazione:
Caro Lisi, Se avessi risposto subito alla sua lettera, arrivata nell’ultima settimana di luglio, avrei aggi4 unto un’altra voce al coro dei commenti e delle cronache che hanno preceduto e seguito la nascita del principe ereditario. Ma avrei dovuto unirmi al coro o guastare la festa con qualche osservazione malevola: due prospettive egualmente sgradevoli. Oggi, a qualche settimana di distanza, è più facile cercare di capire perché un Paese dotato di tante virtù e di un glorioso passato, sia capace di perdere il sonno e la testa per un avvenimento così politicamente irrilevante come la nascita del bambino reale. Credo che la spiegazione stia nell’esistenza di una grande contraddizione britannica. Nella realtà politica di ogni giorno la Gran Bretagna è una Repubblica. I suoi primi ministri hanno progressivamente spogliato i sovrani di tutti i loro poteri. Il discorso della Corona, con cui la regina apre la sessione annuale del Parlamento, è scritto dal Premier, annuncia il programma che il governo si appresta a realizzare nei mesi seguenti e costringe Elisabetta II a fare promesse che le sono probabilmente sgradite. A giudicare dal gusto delle uniformi, dalle ampollose cerimonie nazionali e dal numero delle parrucche che continuano a ricoprire le calvizie dei suoi notabili, la Gran Bretagna è il più tradizionalista dei Paesi europei. Falso. Il Paese continua a essere, in molti campi, la più innovativa e spregiudicata delle vecchie nazioni europee. Gli «angry young men» (i commediografi arrabbiati degli anni Cinquanta) hanno preceduto di mezza generazione gli intellettuali contestatori delle società continentali. Il suo «sessantotto» comincia dieci anni prima di quello tedesco, italiano e francese. La rivoluzione dei costumi sessuali scoppia in Gran Bretagna quando i maggiori Paesi hanno ancora codici e usanze ottocentesche. Non appena constata di non essere più la grande potenza industriale del passato, il Regno Unito abbandona la gara, salta su un altro cavallo e diventa il secondo mercato finanziario del mondo. Nella ricerca scientifica e nella rivoluzione biologica, gli studiosi britannici hanno meno briglie sul collo di quante ne abbiano i loro colleghi del continente. Per mantenere il ritmo delle sue innovazioni ed evitare contemporaneamente i traumi della modernità, il Paese, tuttavia, ha bisogno di incoronazioni, matrimoni reali, cambi della guardia a Buckingham Palace, uniformi sgargianti, guardie in costume elisabettiano alla Torre di Londra, sontuosi garden party per celebrare l'inizio della stagione mondana e molte parrucche. Il vero compito della regina, non sempre aiutata dai suoi familiari, è quello di assicurare i suoi connazionali che la vecchia Inghilterra non è morta. In tutto questo c'è parecchia ipocrisia. Ma funziona. © RIPRODUZIONE RISERVATA